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Cornigliano, il PRC critica la Fiom Cgil: «Sindacato contro i cittadini che chiedono tutele ambientali e sanitarie» – VIDEO

Rifondazione Comunista critica la scelta del sindacato di contrapporsi ai comitati: «Sull’acciaio nessun piano reale, solo speculazioni. Lo Stato deve farsi carico di ambiente e occupazione»

Dopo la manifestazione di ieri a Cornigliano, segnata dalle tensioni tra i comitati contrari al forno elettrico e i lavoratori delle acciaierie guidati dalla Fiom Cgil, arriva la presa di posizione del Partito della Rifondazione Comunista.

Un manipolo composto da una trentina di operai della Fiom si è presentato ieri alla manifestazione organizzata dai cittadini di Cornigliano e dai più svariati comitati che si oppongono alla realizzazione del forno elettrico. Hanno scandito i loro slogan e distribuito i loro volantini tra le mille persone (famiglie, bambini, anziani, residenti, commercianti e ambientalisti) che si erano riunite per chiedere salute e vivibilità per il quartiere. Ci sono stati momenti di tensione che solo il sangue freddo dei “manifestanti “no forno” ha impedito che diventasse più concreta.

“Da decenni – si legge nella nota – non si vedeva a Genova qualcuno che soffiasse sul fuoco della contrapposizione tra lavoro e salute. Purtroppo è quello che è accaduto, con la Fiom schierata contro cittadini che chiedono tutele ambientali e sanitarie”.

Per Rifondazione la contrapposizione è “assurda”, perché a oggi “non esiste alcun piano industriale o nazionale sull’acciaio, nessun finanziatore di forni elettrici, nessuna vera soluzione green, nessuna garanzia occupazionale e nessuna certezza sugli interventi ambientali”.

Il partito giudica “inspiegabili i toni trionfalistici usati per descrivere un vuoto” e ribadisce il no a qualsiasi “spezzatino” dell’azienda, convinto che in un contesto di sovrapproduzione mondiale di acciaio “solo lo Stato possa investire davvero nella bonifica dei siti e nella produzione di acciaio green”.

Tutto il resto, afferma il PRC, “è solo speculazione: imprese che puntano ad accedere ai fondi pubblici per spremere gli impianti, salvo poi abbandonarli in pochi anni”.

“I padroni fanno da sempre il loro mestiere. Ora è la Politica, con la P maiuscola, che deve fare il proprio” conclude la nota.


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